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Home Il Gruppo Folk
Gruppo Folk Pro Loco

Storia del Gruppo Folk Pro Loco

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Col.UrruIl Gruppo Folk di Samugheo muove i suoi primi passi all’inizio degli anni ’20 in occasione di una delle manifestazioni tenutesi a Sassari come omaggio ai Reali d’Italia, per iniziativa di un illustre samughese, il Colonnello Giovanni Urru.

Nell’immediato dopoguerra il Gruppo Folk inizia ad assumere maggior importanza e  nel 1954, quando si costituisce ufficialmente l’Associazione Turistica Pro Loco, tra le prime nell’isola, gli orizzonti del Gruppo Folk si fanno sempre più ampi.

Si inizia così a partecipare con assiduità a manifestazioni, festival, sagre e rassegne organizzate in tutta la Sardegna: Sant’Efisio, la Cavalcata Sarda, il Redentore, per citare quelle più significative, alle quali il Gruppo Folk Pro Loco di Samugheo ha contribuito sia con lo splendore del proprio costume che con il significativo bagaglio di tradizioni popolari che rappresentava.

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L'attività del gruppo folk

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La partecipazione del Gruppo Folk Pro Loco non è legata solo ai balli sardi, ma anche a tutto ciò che riguarda l’economia samughese, come mostre itineranti di artigianato tessile artistico e degustazione di prodotti alimentari tipici, quali espressione di settori trainanti dell’economia.

L’attività del Gruppo Folk è rivolta, inoltre, alla riscoperta del patrimonio iconografico del paese, come la ricerca e la ricostruzione del vestiario tradizionale, già splendido, ma mancante di qualche elemento andato in disuso nei primi decenni del secolo scorso: il vestiario di tutti i giorni,  quello indossato nei giorni di festa, l’abito della nubile, della sposa, della vedova, della prioressa, a seconda, quindi, del ruolo nella società, dello stato civile e delle varie ricorrenze.

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Il vestiario tradizionale

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Il gruppo in MessicoNon è possibile fissare con esattezza l'origine e la diffusione del costume sardo: possiamo definirlo come il risultato delle diverse civiltà e culture (fenicia, punica, romana, greca, iberica ecc.) che approdate nell'isola lasciarono un'impronta decisa.

Confezionati in un esplosione policroma di tessuti, ricami, oro e argento, i costumi (soprattutto quelli femminili) espressione della classe sociale di appartenenza e del mutare dell'ambiente circostante, si presentano in una varietà stilistica più o meno accentuata.

L'origine del costume samughese, tra i più caratteristici della Sardegna, si perde nella notte dei tempi, sicché qualsiasi ipotesi a riguardo sembra non essere sostenuta ancora da solide basi. Tuttavia, la mancanza di una data certa non ha impedito che il costume si tramandasse fino ai giorni nostri, grazie alla popolazione che custodisce con grande amore i retaggi ed i cimeli preziosi dei loro avi. Recentemente ad opera di alcuni componenti del gruppo folk, sono state svolte delle indagini sul costume paesano ed in particola­re sul costume indossato dal gruppo folk. il motivo principale che ha portato a condurre una ricerca è stato il sospetto che sia al costume maschile che a quello femminile mancasse qualche elemento di notevole importanza.

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I balli tradizionali

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La principale attività del Gruppo Folk è indubbiamente l'esibizione dei balli tradizionali di Samugheo, che il gruppo fieramente e fedelmente propone in Sardegna, in Italia e nel mondo.

Nelle varie manifestazioni i balli più eseguiti dal Gruppo Folk sono:

  • “S’Orrosciada”, senza dubbio il ballo più antico e caratteristico di Samugheo, dove ha avuto origine, per poi svilupparsi in molte parti dell'isola. Alcuni studiosi attribuiscono a questa danza, dal caratteristico intreccio a forma di nodo,  detto anche "Nodo Savoia" (per via dell'esibizione in onore al Re di Savoia), una simbologia erotica, per via dell'intreccio "a otto", altri una danza di guerra facendone risalire le origini al periodo dell'invasione romana.

  • “Sa Danza”, ballo tipico del Barigadu che, più di qualsiasi altro ballo,  mette in risalto tutto lo splendore del costume femminile. Ballata a coppie, alla maniera tradizionale, con coreografie semplici e lineari e rende questo ballo sicuramente uno dei più coinvolgenti e spettacolari di tutta la Sardegna.

  • “Su Ballu Sardu”: originariamente, a quanto la memoria popolare ha riferito nei secoli, questo ballo fu allegro ma che, a seguito della dominazione spagnola, in cui i ballerini vennero costretti ad esibirsi di fronte ai signorotti spagnoli perdendo la velocità e l'allegria,  portò questa danza a ritmi molto lenti per tornare alla vivacità iniziale quando il dominio spagnolo in Sardegna cessò.  Sono giunte ai nostri giorni sia la versione triste e lenta del ballo "a passu seriu", sia quella vivace e svelta "a trippidi".

 



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Immagine casuale

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